| LA SENTENZA E' ATTESA PER LUNEDI 21 LUGLIO, ALMENO. ECCO QUANTO AVEVAMO SCRITTO DAL PRIMO MATTINO IN POI AGGIORNANDOVI MAN MANO
Ore di attesa per Gianpaolo Bellini e l’Atalanta che, assieme alla società Livorno e a quattro giocatori toscani tra cui il capitano Balleri (ora passato al Como), sono coinvolti nelle accuse di combine riguardo al match Atalanta- Livorno dello scorso 4 maggio (3-2). Stessa accusa di presunto illecito anche per la gara di andata disputata al Picchi (1-1). Oggi, venerdì, alle ore 10 si apre il processo davanti alla Commissione Disciplinare della FIGC: se il deferimento del procuratore Stefano Palazzi fosse accolto in primo grado, il terzino nerazzurro Bellini e il capitano livornese Balleri rischiano almeno tre anni di squalifica mentre le due società, Atalanta e Livorno, verrebbero sanzionate con diversi punti di penalizzazione per responsabilità oggettiva. Come andrà a finire? Inchiesta “giusta” o fatta per sollevare il solito caso dell’estate, ossia un processo farsa?
LE GARE INCRIMINATE E I “FATTI” – Secondo la Procura Federale il pareggio con cui terminò la gara di andata fra Livorno e Atalanta (23 dicembre 2007) sarebbe stato concordato. L’accusa deriverebbe da alcune frasi “sospette” volate dopo il match di ritorno. L’1 a 1 della partita pre-natalizia si concretizzò con le reti nel primo tempo di Galante e Tissone. L’altra gara incriminata, e da cui è scaturita l’intera indagine, è quella di ritorno disputata al Comunale di Bergamo il 4 maggio scorso, penultima giornata di campionato. Simone Padoin, in contropiede, segna al 89’ il gol che regala il 3-2 all’Atalanta e condanna il Livorno ad una sconfitta che significa un piede e mezzo in serie B. Al termine della gara alcuni giocatori del Livorno, fra cui Grandoni, i gemelli Filippini, e Pasquale sono partiti alla caccia di Padoin e hanno tentato di aggredirlo all’ingresso del sottopassaggio. Nel parapiglia è stato coinvolto anche, ironia della sorte, un commissario federale presente all’ingresso degli spogliatoi: alcuni giocatori del Livorno pochi giorni dopo verranno squalificati dal Giudice Sportivo. Lo stesso Grandoni sarà punito con 5 giornate di stop “per avere, al termine della gara, negli spogliatoi, spinto ripetutamente, appoggiandogli le mani sul petto, un collaboratore della Procura federale, intervenuto per indurlo a desistere da un atteggiamento aggressivo nei confronti di un calciatore avversario, rivolgendogli inoltre delle espressioni insultanti”. Nel contempo il procuratore Stefano Palazzi fa partire un indagine relativa ai fatti accaduti sfociata nel deferimento per illecito sportivo.
L’ “AVVISO DI GARANZIA” – Cinque i giocatori sotto accusa nel deferimento dell’Ufficio Indagini scattato lo scorso 4 luglio: le posizioni più gravi sono quelle del capitano atalantino Gianpaolo Bellini e dell’ex giocatore livornese David Balleri. Le accuse per i due capitani sono quelle “di aver concordato, ed in concorso con altre persone non identificate, il risultato di pareggio, poi concretamente conseguito, nella gara LIVORNO – ATALANTA (1-1) del 23.12.2007, così alterando lo svolgimento ed il risultato della gara, assicurando alla propria squadra un vantaggio in classifica” e “per avere, nella gara del 04.05.2008, tra ATALANTA – LIVORNO, in concorso con altre persone, concordato l’alterazione del regolare svolgimento della gara e tentato di alterare lo stesso risultato della gara, onde assicurare un risultato utile ed un conseguente vantaggio in classifica alla squadra avversaria”. Deferiti, inoltre, i livornesi Antonio ed Emanuele Filippini, e Alessandro Grandoni per “non avere informato la procura federale in merito al comportamento posto in essere da altri ed inteso ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara”.
Come di prassi in diritto sportivo, anche le due società Atalanta e Livorno sono coinvolte per responsabilità oggettiva (articolo 4.2 del Codice di Giustizia Sportiva) del comportamento tenuto dai propri tesserati.
MA IL DEFERIMENTO PARE DEBOLE… - Che sia sufficiente un tentativo di illecito, anche senza il concretizzarsi dello stesso, per essere ritenuti colpevoli e ricevere pesanti sanzioni è risaputo. Non ha importanza, inoltre, e qui “fa diritto” un’ultima sentenza della Corte di Giustizia Federale (processo gara Siracusa – Ragusa di serie D stagione 07/08) confermata dall’Arbitrato del Coni, che vengano individuati con certezza tutti i responsabili a conoscenza o autori dell’illecito. Né che i giocatori autori della combine siano numericamente due, tre, quattro o più: fossero anche solamente due i calciatori in accordo tale fatto non costituisce discolpa per gli stessi ma al più solo una parziale attenuante per la responsabilità oggettiva, che tale comunque rimane, delle società. Il nodo però importante da sottolineare è che il tentativo di illecito deve però essere dimostrato da prove abbastanza inequivocabili e non isolate. Nello specifico:
- comportamenti, riportati anche dai referti ufficiali, che lasciano indiscutibilmente intendere un accordo pre-gara stando ad un andamento sospetto dell’incontro e all’atteggiamento poco antagonistico delle due squadre. Il cosiddetto “tacito accordo” sul campo per un risultato comodo ad entrambe le compagine non è comunque ritenuto, solitamente, illecito sportivo. Oppure comportamenti sospetti in seguito per esempio al verificarsi di un evento che scombina i piani, che fanno presagire ad un accordo “saltato”, non rispettato tra le parti.
- intercettazioni telefoniche (previa autorizzazione della magistratura ordinaria). Ma il “come” e il “quando” viene architettata la combine non ha fondamentale importanza ai fini dell’imputabilità.
Per far reggere il castello accusatorio dell’illecito sportivo i “comportamenti sospetti”(in termini di atteggiamento o espressioni verbali) devono, lo ribadiamo, essere però ripetuti e inequivocabili per far supporre un accordo pre-esistente.
Fatte queste premesse e venendo più direttamente al caso di Livorno – Atalanta (e di conseguenza al match di andata), pare che la procura costruisca l'accusa su una frase di Balleri diretta a Bellini al rientro negli spogliatoi: ''all'andata vi abbiamo dato il pari , oggi ci avete spaccato il c…”. Frase che non è scappata a qualche Commissario Federale lì presente. Il tutto correlato dalla caccia all’uomo di mezzo Livorno nei confronti dell’autore del 3-2 nerazzurro Padoin.
Non ci è dato sapere cos’altro ha in mano la Procura Federale in termini di prove che possano inquadrare l’illecito sportivo e le responsabilità ascritte ai deferiti. Certo è che se l’accusa si basasse solamente sui due elementi sopraddetti, ossia la frase di Balleri e il nervosismo dei giocatori del Livorno, difficilmente il deferimento troverà accoglimento da parte della Commissione Disciplinare perché è impensabile che solo ciò possa stabilire un’ipotesi di illecito.
LE SANZIONI – COSA SI RISCHIA…
Le società Atalanta e Livorno - - Le sentenze di Calciopoli hanno ulteriormente addolcito le penalizzazioni per responsabilità oggettiva da parte delle società: teoricamente, prendendo alla lettera il regolamento, è previsto anche il declassamento alla serie inferiore. Ma si tratta di una sanzione rara nella storia della Giustizia Sportiva della Federcalcio: è applicata principalmente solo in casi di reiterato illecito e fatti gravi. Altrimenti ci si “limita” ai punti di penalizzazione: da tre a quindici, a seconda della gravità dell’illecito ma soprattutto in relazione ai soggetti coinvolti (al “tipo” e al “numero”). Vale a dire se si tratta di calciatori, staff tecnico o dirigenti.
L’Atalanta rischia la B? No, come sanzione diretta. Sì, se venisse penalizzata di 13 punti (avendo chiuso il campionato a 48 punti e l’Empoli, terzultimo, retrocesso con 36 punti). Dovendo essere affittiva (non indolore…), la sanzione verrebbe infatti in tal caso applicata alla scorso campionato. Sotto gli 11 punti di penalità i nerazzurri dovranno scontare la pena, invece, la prossima stagione (con 12 lo spareggio ci sarebbe con l’Empoli, ma l’ipotesi è talmente grottesca che non la vogliamo neanche considerare). Si tratta, comunque, di ipotesi poco plausibili: più verosimile, qualora fosse accertato l’illecito sportivo, una punizione di TRE o QUATTRO punti. In un processo molto simile lo scorso anno il Siracusa (serie D) si beccò SEI punti di penalizzazione: la vicenda assomiglia in parte a quanto accaduto in Atalanta – Livorno con un gol di troppo giunto su un risultato di pareggio, che in quella situazione (la partita era Siracusa –Ragusa) faceva comodo ad entrambe. Lì, però, le frasi e le reazioni in campo che si scatenerano dopo il gol “fastidioso” furono abbastanza eclatanti e lasciarono pochi dubbi sulla “parola mancata”. Inoltre, fra i sospettati a conoscenza dell’accordo, non c’erano solo dei giocatori ma anche diversi dirigenti. Insomma un caso più grave.
Gianpaolo Bellini - – Il giocatore nerazzurro, così come gli altri tesserati coinvolti, in caso di accertata combine rischia almeno tre anni di squalifica. Vie di mezzo non ce ne sono. E l’alternativa, che tutti ci auguriamo, è che Bellini venga ritenuto estraneo alle accuse di tentativi di illecito. In tal caso, un bello “scusa” da parte di qualcuno già passato ai processi sommari sarebbe dovuto.
ATALANTINI.IT
********** AGGIORNAMENTO venerdì 18/7 ore 11.40 *******
E' in corso, a Roma, il dibattimento in primo grado.
Rese note le richieste del Procuratore Palazzi ai danni di Gianpaolo Bellini e della società Atalanta.
GIANPAOLO BELLINI: SQUALIFICA per 3 ANNI e UN MESE
soc. ATALANTA: SEI punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato
Stessa penalità per il livorno e l'ex capitano Grandoni.
********** AGGIORNAMENTO venerdì 18/7 ore 15.30 *******
Al termine dell'audizione della difesa la Camera di Consiglio si e' radunata ed ha fatto sapere che non vi sara' sentenza alcuna se non prima di lunedi 21 luglio almeno. Secondo l'avv.to DeLuca, per l'Atalanta nessuna prova confermerebbe accordi stipulati in precedenza tra i giocatori. Solo frasi senza costrutto tra giocatori alterati dalla fatica e dalla tensione. Bellini, presente in aula, non e' stato ascoltato
|