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28/07/10-10:01
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Bellini e Manfre, dopo il contratto...
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l terzino, nerazzurro a vita, pensa al futuro: «Mi sono iscritto a Scienze motorie, studio per l'esame d'ammissione La firma? Non escludo mai un'esperienza altrove, ma staccarsi dall'Atalanta e dalla sua gente è sempre più difficile»
Bellini è l'Atalanta. Lo diceva uno striscione comparso giorni fa a Rovetta, ora lo ribadiscono anche i fatti. Storia lunga, si torna alla notte dei tempi, estate 1990. Tutto cominciò lì. «Anche prima, perché io ricordo ancora bene i tornei di prova fatti nell'89 a Ferrara e Milano con il maestro Bonifaccio. La maggior parte di quei ragazzi ha poi fatto con me tutto il percorso nel settore giovanile: Pinardi, Bosetti, Vismara, Teani furono i miei primi amici. Non tutti hanno avuto la stessa fortuna. E quando arrivi al punto di svolta la fortuna conta».
«un contratto da onorare giorno dopo giorno»
Gianpaolo Bellini la sua fortuna l'ha saputa cogliere e valorizzare. Anche questo è un merito. Venti anni di Atalanta che alla scadenza del nuovo contratto firmato lunedì sera diventeranno ventiquattro. E poi ancora di più, perché la storia è ancora lunga. «Ventiquattro anni di Atalanta sui miei trentaquattro? Adesso non ci voglio pensare, ma spero che questa grossa parentesi aperta nel 1990 non si chiuda allora. A 30 anni e in un periodo comunque delicato nella vita di un calciatore questo contratto per me rappresenta qualcosa di veramente importante, ma mi auguro non sia l'ultimo della mia carriera. Per me è un punto di partenza. Quando avrò 34 anni spero di poter dare ancora qualcosa. Ora però è giusto viverlo quotidianamente. Spero di onorare ogni giorno questo contratto, perché sono bergamasco, sono cresciuto qui, ho sempre giocato nell'Atalanta, quindi sento di avere responsabilità maggiori per quello che devo fare e rappresentare».
«i record da battere?....meglio non parlarne»
L'investitura a vita però è ormai cosa fatta. Mito, bandiera, leggenda, Bellini si sente solo uno che per questa maglia ha sempre dato tutto, con semplicità e umiltà. Non pensa ai record di presenze che ora avrà tutto il tempo di battere (già quest'anno), «di questi ne parleremo quando li avrò fatti, anche perché sono scaramantico. Fa piacere, ma il mio primo obiettivo ora è tornare subito in serie A. È quasi imbarazzante vedere l'entusiasmo dei tifosi: sembriamo reduci dalla qualificazione in Uefa, non da una retrocessione. Basta vedere quanti abbonamenti abbiamo già fatto. È un clima fantastico che ci aiuta a lavorare con più convinzione e serenità. Tutto ciò ci deve caricare e responsabilizzare».
«tante voci di mercato mi hanno infastidito»
Parole di chi ha la maglia nerazzurra tatuata sulla pelle. «Io credo di essermi sempre sentito atalantino e continuo a sentirmi atalantino ogni giorno. Certe voci mi hanno infastidito, mi hanno dato per venduto circa trenta volte nell'ultimo mese. Si è detto e scritto di tutto, ma io sono sempre stato tranquillo perché sapevo che non c'era niente. Basta una voce, un apprezzamento per dare l'affare già concluso. A 30 anni e col contratto in scadenza era giusto che ci pensassi bene perché questo è un momento importante della mia vita e della mia carriera. Ma scegliere l'Atalanta è stato più facile di quanto si sia detto». Aggiunge poi: «Io non chiudo mai la possibilità a un'esperienza altrove, però più passa il tempo e più mi accorgo che il legame con la società, la gente, la città diventa più saldo e staccarsi diventa sempre più difficile. L'Atalanta per me verrà sempre prima di tutti».
«io terzino destro?l'ho fatto, lo posso rifare»
E l'Atalanta è ripartita non solo da Bellini, ma anche da Manfredini, Ferreira Pinto, Tiribocchi. «È stato un segnale forte che la società ha dato. Si è scelto di continuare con ragazzi che fanno parte di questo gruppo da anni e che hanno dimostrato di poter fare bene in A e di aver voglia di riscattarsi in B. I presupposti per fare bene ci sono. Si riparte dallo zoccolo duro, più secondo me dei grandi acquisti: ragazzi giovani che non avendo vissuto la delusione della retrocessione ci portano entusiasmo e freschezza. Si è creato un giusto mix. In B poi l'aspetto caratteriale è fondamentale, conterà la mentalità: bisogna trovarla subito dal primo giorno di allenamento e Colantuono ce la sta inculcando. Io terzino destro? L'ho già fatto in passato e se c'è bisogno posso farlo anche in futuro». Già il futuro? Allenatore, dirigente? «Non ci ho ancora pensato, ora guardo al presente. Intanto mi sono iscritto all'università, Scienze motorie, più per una soddisfazione personale che per altro. Sto già studiando per l'esame di ammissione di inizio settembre».
Non solo Bellini. Anche Thomas Manfredini ha di fatto sposato l'Atalanta. Per lui che già aveva un contratto lungo (fino al 2013), in più c'è un'opzione da esercitare entro il prossimo luglio per allungare di un altro anno, fino al 2014. Anche lei si è legato a vita all'Atalanta? «Direi di sì. Di fatto per me significa chiudere la carriera a Bergamo». Però negli ultimi tempi si continuava a parlare di Manfredini via da Bergamo. Perché? «Lo dicevano i giornali, io invece ho sempre detto di voler restare e che la categoria in cui avrei giocato per me non era così determinante. Fare la serie A o la B all'Atalanta non faceva differenza. Qui sto bene, ora però abbiamo l'obbligo di ritornare in A». La trattativa per arrivare a questa opzione per prolungare però non è stata velocissima... «Con la società c'è stato un confronto e di veri problemi non ce ne erano mai stati. Quando entrambe le parti vogliono la stessa cosa, si arriva a un accordo. E così è stato». Basta muso lungo quindi? «Magari mi vedevate così perché con la partenza di Bianco sono rimasto da solo in camera. Scherzi a parte, io non ho mai avuto il muso lungo. Magari era sensazione che potevo dare perché quando gioco tengo uno sguardo duro, aggressivo, ma fa parte del mio carattere, del mio stare in campo. Con la trattativa non c'entrava nulla. Alla società avevo solo fatto presente le mie preoccupazioni, perché a 30 anni restare voleva dire anche chiudere la carriera qui. Ma io mi sono sempre sentito atalantino. Ormai sono passati cinque anni da quando sono arrivato dall'Udinese». Questo è un assist. Allora si dice che andò via perché non rientrava nei programmi di Colantuono. Ora invece? «Col mister ho parlato già prima di cominciare il ritiro. Lui conosceva alla perfezione la mia situazione, ma fin da subito ho capito che non ci sarebbe stato nessun problema a ripartire, a far parte di questo gruppo». In difesa c'è comunque una certa concorrenza. «Ed è giusto che sia così. Una squadra che vuol puntare alla promozione deve avere delle alternative valide in tutti i ruoli». Cosa cambia a livello difensivo con Colantuono? «Questi sono dettagli. Ogni allenatore porta le sue idee di calcio e situazioni di gioco diverse. Non è questo il punto. La serie B è un campionato duro, per noi può essere anche più difficile. Aspettiamoci meno gioco e meno spettacolo, perché bisognerà mettere in campo soprattutto molta aggressività». E questa squadra ce l'ha nel suo dna? «L'Atalanta in sé ce l'ha nella sua storia, nelle sue caratteristiche. E poi Colantuono sotto questo aspetto è una garanzia, ci trasmette lui grinta, carica, determinazione». Dicono che l'Atalanta sia la favorita alla promozione... «Non possiamo nasconderci, sicuramente siamo tra le favorite. Ora dovremo essere bravi a cambiare subito mentalità, a calarci nel nuovo ruolo: nell'ultimo anno eravamo abituati a lottare per la salvezza, ora dovremo giocare per vincere tutte le partite».
Guido Maconi L'Eco di Bergamo ediz. cartacea
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Lo Staff di Atalantini.com
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COMMENTI

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albisarnico
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scritto il
29/Jul/2010 09:19 am :
Caro Alex, aveva già un contratto da serie A...per altri TRE anni...e anche lui è retrocesso insieme agli altri. Va bene così, a lui e alla Società...ma non venga a dire quello che ha detto "il rinnovo significa chiudere la carriera a BG". Per UN solo anno in più ?? Non farmi ridere. Dica che era SOLo per una questione di soldi. Allora andrebbe molto meglio. p.s. siamo proprio così sicuri che lo cercavano "moltissime" squadre di serie A ? Lo stesso Del Neri mica l'ha voluto alla Juve , e chi lo conosce meglio di lui.... 
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Sergino54
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scritto il
28/Jul/2010 11:44 pm :
va bene così 
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Alex7
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scritto il
28/Jul/2010 09:44 pm :
Manfredini è un grande acquisto, un lusso tenercelo. Era il migliore difensore che avevamo in A, molte squadre lo volevano. Per questo motivo il suo prolungamento, seppur di un anno, ha un grande valore. Non capisco la critica (ridicola) contenuta nel primo messaggio. Se è rimasto è perchè ci tiene alla maglia, poteva trovare posto in moltissime squadre di serie A se lo avesse voluto. Se vuoi tenere quelli bravi è ovvio che devi anche pagarli e fargli capire che li consideri importanti.
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ross
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scritto il
28/Jul/2010 12:56 pm :
BELLINI DA BANDIERA ATALANTINA DIVENTERA' LEGGENDA
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albisarnico
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scritto il
28/Jul/2010 11:18 am :
Se per Bellini qualche malumore era comprensibile, per Manfredini NO. Aveva già un contratto fino al 2013 , prolungarlo di un solo anno vuol dire SOLO una cosa: era ESCLUSIVAMENTE una questione di soldi , non certamente per la volontà di "CHIUDERE LA CARRIERA A BG" ...e siccome mi pare che il contratto andava bene l'anno scorso (e quella prima ) in serie A...ripeto, trovo francamente ridicolo sostenere e fare certe dichiarazioni per UN solo anno di prolungamento Ma tant'è....
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